In Memoria di Me

“Non penso a niente: non a ciò che sto perdendo, non a ciò che ho appena perduto, non a quello che mi aspetta. Non vedo le strade davanti a me, la gente che passa, sento solo che sono terribilmente stanco, sento che un’offesa, una ferita mi brucia dentro.”
Yitskhok Rudasheuski, 14 anni Ghetto di Vilna.

“In memoria di me” è la messa in scena di alcuni diari scritti da adolescenti di ogni parte d’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale.

LE FONTI
Dai ghetti della Lituania, della Polonia, della Lettonia e dell’Ungheria ai campi di concentramento di Terezìn, Stutthof e Janowska, dalle strade bombardate di Londra e Rotterdam alla prigione nazista di Copenaghen, questi Diari sconosciuti al grande pubblico e conservati in poche copie superstiti, raccontano cosa significhi per un adolescente vivere ogni giorno con la consapevolezza che può essere l’ultimo. Ma è proprio in situazioni tanto drammatiche che la scrittura testimonia un’irriducibile voglia di vivere.Guidate dalla spontaneità della giovinezza, le penne di questi giovani narrano l’incubo del quotidiano con una schiettezza sorprendente.I toni sono spesso amari, ma non mancano note umoristiche, espressioni di fiducia e soprattutto di grande coraggio.Il diario diviene l’unico sostegno, il migliore amico a cui confessare tutto.E, allo stesso tempo una forma di resistenza alla follia dei tempi. Un modo per dar ordine al caos, per contrastare l’oppressione, per sopravvivere nella memoria.Per salvaguardare la propria memoria e quella degli altri.

LO SPETTACOLO
Oggi tra documenti, film, testimonianze, la finzione del teatro rischia di svelare la sua inadeguatezza nel confronto con la Storia.
Difficile addensare la realtà e tradurla in emozioni che siano allo stesso tempo vere e della scena quando il tema è lo sterminio degli ebrei.

TEATROinMOVIMENTO si addentra in questo spaccato di storia che ancora stupisce, “usando” brandelli di diari scritti da ragazzi e rivolgendosi a ragazzi.
Lo spettacolo coinvolge il pubblico e lo appassiona facendo da maschera e megafono di paure, emozioni, ansie e terrori di una vicenda di persone e non di personaggi.
Adolescenti in bilico tra infanzia e maturità, amore e odio, vita e morte.
Le loro parole, pesanti come pietre, sono però scagliate con misura e vogliono essere una preziosa testimonianza, una denuncia degli orrori della guerra, un grido di speranza per un uditorio composto da donne e uomini che presto sbocceranno.